DISCARICA MARINA DI PORTO SAN ROCCO (MUGGIA): LA COMMISSIONE EUROPEA CONFERMA LA CONDANNA DELL’ITALIA E L’OBBLIGO DI BONIFICA

Con comunicazione del 17 luglio la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha confermato la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la discarica di Porto San Rocco a Muggia.

La discarica a mare era stata realizzata occultandovi 18 mila metri cubi di rifiuti tossico nocivi (idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenile, metalli pesanti) e costruendovi sopra una collina artificiale (Parco delle Vele) con annessa spiaggia sottostante.

La pericolosa discarica veniva denunciata da Greenaction Transnational all’autorità giudiziaria italiana (Procura della Repubblica di Trieste) sin dal 2003 ma senza alcun risultato. Il Tribunale di Trieste dichiarava la prescrizione del reato il 4 gennaio del 2006 senza riconoscere la continuazione dell’inquinamento in corso. Assolti così, senza essere nemmeno rinviati a giudizio, gli autori di questo pericoloso avvelenamento pubblico.

Nessun provvedimento per la bonifica veniva attuato dalle amministrazioni pubbliche direttamente interessate. A partire dal Comune di Muggia che non adottava nemmeno nessuna misura di sicurezza per i rischi sanitari di tale inquinamento, essendo l’area ampiamente frequentata e utilizzata come zona balneare.

La successiva denuncia di Greenaction (alla Commissione Europea ed al Parlamento Europeo portava invece all’apertura del procedimento di infrazione contro l’Italia (procedimento 2003/2007) ed al deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea.

Il 2 dicembre 2014 nell’ambito della causa C-196/13 l’Italia veniva condannata per le numerose discariche abusive presenti sul territorio. Tra queste quella del marina turistico di Porto San Rocco.

La sentenza della Corte di Giustizia è definitiva e prevale sulle decisioni dell’autorità giudiziaria italiana imponendo ora all’Italia la bonifica della famigerata discarica mascherata da area verde/parco giochi.

E’ un importante risultato ottenuto a difesa dell’ambiente di Trieste e della salute dei cittadini. Che apre un nuovo fronte per l’individuazione delle responsabilità del disastro ambientale di Trieste. Disastro ambientale nel quale sono evidenti le pesantissime responsabilità di tutte le istituzioni italiane.

Basti, a proposito, un solo dato: nessun responsabile di questi inquinamenti che hanno devastato l’ambiente e avvelenato i cittadini è finito sotto processo.

Tutto in regola secondo l’impassibile tribunale della Repubblica italiana che agisce a Trieste in violazione del Trattato di Pace del 1947. Trieste terra eletta dalle ecomafie italiane.