PATATE SCOTTANTI

Trieste, 2.09.2013

Da settimane nell’inceneritore di Trieste si stanno smaltendo patate avariate di sconosciuta provenienza. Il carico sarebbe giunto via marittima e non risulterebbero essere stati fatti controlli sulla effettiva tossicità dei tuberi.

La notizia conferma che l’inceneritore di Trieste situato in Via Errera all’interno del porto di Trieste è ormai diventato un centro nevralgico per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati provenienti da ogni luogo. L’afflusso dei rifiuti tossico nocivi, di quelli speciali, e dei medicinali, verso l’inceneritore di Trieste, gestito dalla ex municipalizzata Acegas-Aps ora fusasi con Hera, avviene ormai costantemente ogni giorno.

I rifiuti arrivano via terra e via mare ed in particolare dalla Campania, ma anche da altri Paesi. L’impianto di Trieste è stato quindi colonizzato e messo a disposizione, nell’ambito di spregiudicate operazioni commerciali, delle autorità italiane per il conferimento e l’incenerimento dei rifiuti di difficile collocazione sul mercato. Trasformando così Trieste in una pattumiera per il traffico internazionale dei rifiuti.

Si tratta di una situazione sempre più preoccupante per il territorio di Trieste già ambientalmente devastato da decenni di amministrazione speciale italiana fatta di discariche abusive, e ora sottoposto ad un nuovo pesante inquinamento ambientale con gravi ricadute sulla salute pubblica.

Ricadute che non riguardano solo la provincia di Trieste ma che si estendono per decine di chilometri alle vicine Slovenia e Croazia investite dalle ricadute al suolo ed in mare delle nocive diossine emesse dal vicino impianto di incenerimento (5 chilometri dalla Slovenia). Un situazione di inquinamento transfrontaliero che riguarda tre stati dell’Unione Europea, più l’attuale Territorio Libero di Trieste. Dove l’Italia ha brucia i rifiuti provenienti dalle terre della camorra.

Da considerare che ai cittadini di Trieste così brutalmente occupati dai rifiuti altrui, le amministrazioni pubbliche locali chiedono inoltre il pagamento della pesantissima e illegittima TARES: una vera truffa di Stato.