IL CASO DAVIDE OMET E I DIRITTI UMANI CALPESTATI

Pubblichiamo, associandoci, l’appello pervenuto dal Comitato per la Legalità di Trieste.

Il caso riguarda i diritti umani negati ai più deboli, ai più sofferenti, da uno Stato padrone “assoluto” della vita di ognuno. Situazioni simili, casi non isolati – come ci confermano costantemente gli amici della rete delle Legalità – ci riportano pari pari a quella che è una realtà tipica di una dittatura e non certo di una democrazia, quale si vanta d’essere l’Italia.

Reprimere i più deboli, cancellare le aberrazioni, gli “imperfetti”…

Tutto questo ci fa tornare in mente anche qualcosa che pensavamo non potesse più albergare sotto i cieli di quell’Unione Europea sorta dalle ceneri di un’immane tragedia frutto dell’odio assoluto verso i diversi.

Roberto Giurastante – Greenaction Transnational

Salviamo Davide Omet e sua madre

Questo messaggio è rivolto a chiunque ritiene di essere dotato di sentimenti umani ed ha carattere di urgenza perchè Davide sta per essere sottoposto ad interdizione.

In particolare è rivolto a quelle persone che hanno un ruolo o semplicemente lavorano nelle pubbbliche istituzioni della regione FVG.  Non essendo pubblicati gli indirizzi email dei consiglieri comunali di San Daniele, i funzionari presenti nella mailing list sono pregati di inoltrare questo msg al consiglio comunale.

I consiglieri comunali di Trieste, leggendaria culla e capitale della salute mentale che vanta le origini  nello stesso Basaglia, possono intercedere presso i signori Rotelli e Dell’Acqua, con i quali parecchi consiglieri e lo stesso sindaco Cosolini sono in buon rapporto di amicizia.

E, per quanto riguarda l’amministrazione di sostegno (L’amm. di sost. più di un anno fa era andata a sequestrare Davide a Padova dove era curato dal Parco dei Tigli !) e per l’interdizione, si possono appellare all’autorevolissimo Paolo Cendon, di Trieste, la più alta autorità italiana in materia.

Riporrtiamo qui alcuni frammenti di corrispondenza fra persone sensibili ai Diritti Umani, aderenti al Comitato per Davide (persone di sei diverse regioni, finora), al Comitato Legalità Trieste, alla Rete per la Legalità e per  i  Diritti fondamentali, all’Associazione Mondiale Amici, Familiari e Malati Mentali.

La latitanza di Davide Omet e di sua madre è finita. Oggi pomeriggio 9 persone sono andate ad arrestarlo, o forse meglio dire sequestrarlo.

5 poliziotti, la psichiatra Righini, primario del CSM di San Daniele del Friuli (direttore di dipartimento Mario. Novello), la psichiatra Cagol dello stesso CSM, la caposala, l’operatore D’Alessandro.

L’esercito psichiatrico schierato non ha permesso a Davide di farsi una borsa, nè alla mamma di salutarlo. Tutte le persone che lo hanno visto in libertà affermano che è molto migliorato con la cura blanda. che ha mantenuto durante la “latitanza”.

Al CSM ha passato anche 7 mesi di TSO. Impedivano alla mamma, agli amici, all’avocato di incontrarlo. Altro che 41bis!

Inoltro l’appello della mamma: “Salviamo la vita a Davide”. 

Io mi associo. Li conosco, hanno trattato dei giovani a Trieste nello stesso modo. La mamma ha usato le parole giuste.

Buongiorno, voglio informarvi che Davide Omet é completamente ìsolato dal mondo dentro il csm di s.daniele. La dott. Righini ha disposto che non possa ricevere visite né telefate,  da alcuno. Non danno informazioni sulla sua salute né a me nè a nessuno. Gli hanno tolto il cellulare.  Chiunque abbia chiamato ieri e oggi il csm di s.daniele, non ha potuto nemmeno salutarlo Vi invito tutti a chiamare il csm e a verificare. Servirà come testimonianza. Andate a trovarlo, accertatevi come sta , a me non é concesso . Vi supplico non lasciatelo morire solo come un cane. Grazie.

Il numero di telefono del CSM di San Daniele:  0432.949750

Cari amici, 

è con immensa mestizia che vi scrivo, perché devo darvi una triste notizia: Davide è stato catturato oggi intorno alle 14 e riportato al 

c.s.m. di S. Daniele. 

Davide e sua mamma erano in un appartamento a Udine,  nessuno sapeva dove stava, neppure io. 

Non si capisce come siano riusciti a localizzarli in modo così preciso. 

Hanno suonato esattamente a quella porta là, non ad altre. Hanno subito minacciato di buttarla giù. Davide e la mamma si erano nascosti in bagno. 

Sono venuti a prenderli in 9 persone: 1 poliziotta, 4 poliziotti, due psichiatri, un infermiere e un operatore sanitario. 

Non avevano mandato di perquisizione per cui in teoria non sarebbero dovuti neppure entrare. 

Non hanno lasciato che la mamma si congedasse abbracciando suo figlio. 

Non hanno lasciato che Davide si cambiasse e quindi l’hanno portato via con la tuta che aveva addosso. 

Hanno acconsentito (bontà loro) che Davide si mettesse le scarpe, altrimenti stava uscendo in ciabatte.

Inutile dirvi che la mamma è affranta. Non so cosa si potrà più fare. E’ certo che non riuscirà più a vedere Davide. In tutti questi anni si è creato un conflitto insanabile tra lei e i sanitari di San Daniele.

E’ andata a prenderlo la stessa dott.ssa Righini che è quella che ha rinnovato il TSO per 5 mesi, che ha provocato le crisi distonica con l’Haldol e che ha somministrato dosi da cavallo di Leponex (500 mg.) dosi che in passato hanno stroncato Davide,  provocandogli uno “sfinimento vitale” e questo non lo dice la mamma ma lo scrivono sia il prof. Cioni, sia il dott. Pinzani che il dott. Galvagni … 

La mamma vorrebbe che qualcuno andasse a trovare Davide a S. Daniele per dirle come sta. Io penso che non ce lo lasceranno vedere e non lo lasceranno neppure telefonare (il che è anticonstituzionale), ma così è già successo in passato.

La parlamentare radicale Rita Bernardini sarà a Trieste per la contro inaugurazione dell’anno giudiziario sabato davanti al tribunale di Trieste. Sarà messa al corrente di quanto succede in questa regione.

Davide Omet aveva espresso l’intenzione di morire qualora la segregazione psichiatrica non fosse cessata. Questo, giä dal mese di settembre scorso. Mai prima egli aveva parlato di morte, essendo molto legato alla vita e fiducioso di poter attuare quei progettì di vita libera che tanto gli stavano a cuore. Ora io temo per la sua vita . Lui sa che le uniche prospettive per lui sono l’interdizione e la psìchiatrizzazione. Ci stanno portando entrambi al suicidio.

Il provvedimento in sé autorizzava soltanto un accertamento delle condizioni di salute a beneficio di persona libera e giuridicamente non incapace, da attuarsi perciò con mezzi ordinari e senza recare alla persona ulteriore stress, danno e tantomeno con violenza e privazione della libertà (che il solo amministratore di sostegno non ha affatto il potere di disporre).

Con riferimento dunque all’appunto che ho già inviato in merito, osservo  dalla sequenza oraria apparire probabile che l’irruzione ed il prelevamento siano stati eseguiti in base a questo provvedimento in sé non idoneo ad autorizzarli.

Il che farebbe dell’intervento un abuso grave provato ed immediatamente denunciabile e perseguibile.

Mario Comuzzi

Comitato Legalità Trieste