CHIAREZZA SUI RIFIUTI DELLA CAMPANIA

GREENACTION CHIEDE LA SOSPENSIONE DELLE OPERAZIONI DI TRASPORTO E SMALTIMENTO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Trieste, 11 aprile 2012

Greenaction Transnational ha chiesto ufficialmente che per motivi di tutela della salute pubblica la Regione Friuli Venezia Giulia sospenda immediatamente qualsiasi accordo per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Campania. In base alla nuova legislazione nazionale (Decreto Legge n. 2 del 25 gennaio 2012) lo smaltimento dei rifiuti dell’emergenza campana in altre regioni potrà infatti avvenire solo a seguito di intesa con le stesse.

Fino ad ora a Trieste sono state destinate ben 25.000 tonnellate di rifiuti campani smaltiti nell’inceneritore cittadino.

Nella richiesta presentata al presidente della Regione Friuli Venezia, al Consiglio Regionale, al sindaco di Trieste, al presidente della Provincia di Trieste, e all’Azienda Sanitaria, vengono evidenziati i gravi problemi di inquinamento transfrontaliero che l’incenerimento dei rifiuti campani determina di fronte ad una situazione pre esistente già allarmante.

Greenaction chiede ora che le istituzioni preposte a garantire ambiente e salute pubblica si attivino immediatamente per accertare anche le conseguenze di questo inquinamento “importato” ed in particolare:

che vengano rese pubbliche le informazioni sui rifiuti provenienti dalla Campania e fino ad oggi smaltiti nell’inceneritore di Trieste quali:

quantità di rifiuti incenerita;

qualità (analisi) dei rifiuti in entrata all’inceneritore;

scorie prodotte dall’incenerimento e loro sistema di smaltimento e/o di riutilizzo;

qualità (analisi) delle scorie dell’incenerimento.

Che venga verificata la situazione di inquinamento per accumulo sia a terra che a mare ed in collaborazione con le autorità slovene.

Che in ottemperanza alla Direttiva 2008/50/CE venga attivato un piano comune per la qualità dell’aria in accordo con le autorità slovene e che si proceda ad una trasparente informazione pubblica sui livelli di inquinamento riscontrati.

Che in ottemperanza al regolamento UE n. 1259/2011 del 2.12.2011 della Commissione Europea, si verifiche la presenza dei PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili nei prodotti alimentari ricadenti nell’area di influenza dell’inquinamento dell’inceneritore di Trieste (acque potabili, allevamenti animali, centri produzione caseari, impianti di mitilicoltura, pesce venduto nelle pescherie e proveniente dalla pesca nel Golfo di Trieste).

La situazione dell’inquinamento dell’ecosistema e della catena alimentare non può essere sottovalutata. Il pesante e continuato inquinamento scaricato a mare ha compromesso buona parte delle coste del Friuli Venezia Giulia con effetti nemmeno completamente valutati anche sugli impianti di allevamento di pesce pregiato (compresi quelli di mitilicoltura) che esportano nel resto d’Italia buona parte della loro produzione.

Per approfondimenti sull’inquinamento del Golfo di Trieste e sui rischi per l’alimentazione si rimanda agli articoli:

“Un mare di veleni”,

“Tipicamente tossico”

“250 tonnellate di mercurio nelle lagune di Grado e Marano”.