TRIESTE: UN PIANO REGOLATORE INAPPROVABILE

ADOTTATO IN VIOLAZIONE DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA Continuano le pressioni per fare approvare dal consiglio comunale di Trieste il nuovo piano regolatore. Se lo strumento urbanistico non verrà approvato entro il prossimo 6 agosto, tornerà in vigore il precedente piano regolatore, ovvero la variante 66 che permetterebbe una massiccia cementificazione a …

QUELLE VERDI COLLINE TRA MUGGIA E DOLINA

Le alture di Montedoro separano i Comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle – Dolina. Si tratta di verdi e ridenti colline che digradano dal confine con la Slovenia al mare. E che separano due tra le aree più inquinate del Territorio Libero di Trieste. A sud, alla base delle alture, la valle delle Noghere, la più grande delle discariche provinciali. Oltre 15 milioni di metri cubi di rifiuti scaricati in quella che era una delle più importanti oasi umide dell’Alto Adriatico, formatasi alla foce del Rio Ospo. A Nord delle alture la vallata di Zaule, altra discarica del sistema di illegalità che ha retto Trieste e il suo Territorio dal 1954.  Discariche di Stato adibite poi a zona industriale permettendovi l’insediamento di centinaia  di aziende. Tra le quali lo strategico e ammorbante terminale petrolifero transalpino che con i suoi giganteschi depositi è adagiato ai piedi del versante settentrionale dei colli di Montedoro.

Una sottile linea verde che interrompe la continuità di un disastro ambientale. Questo dovrebbero essere le ridenti, verdi colline tra Muggia e Dolina. O almeno così sembra. Perché nelle viscere di Montedoro si nasconde un’altra scomoda realtà, un’altra pesante ferita inferta a questa terra di conquista. Una rete sotterranea di depositi militari di combustibili che si estende per chilometri. Una ventina di cisterne, gallerie blindate, condutture interrate o mimetizzate in superficie. Almeno 30 milioni di litri di combustibili. Questa la capacità delle cisterne. Un deposito che ormai di strategico ha solo il pesante inquinamento causato al territorio. Infatti l’intero complesso sembrerebbe in disuso, ma nessuno ha provveduto a sanare i danni prodotti all’ambiente e alla gente di questa terra di confine ridotta a servitù militare e ricettacolo di rifiuti, oltre che a discarica degli affari sporchi” di una Nazione che non ha mai voluto fare i conti con la storia.

L’area è ormai classificata come agricola”, e ospita pure l’acquedotto comunale di Muggia che arditamente” con le sue condotte si addentra nelle colline della paura. Possibile che nessuno abbia pensato che quei terreni all’apparenza così tranquilli possano essere impregnati di idrocarburi? Eppure basterebbe attraversare questo lembo di terra per sentire le esalazioni di carburi… i vapori che continuano a fuoriuscire dalle prese d’aria o dai numerosi pozzetti che sbucano nel fitto della vegetazione… Ma anche dallo stesso terreno che ormai sembra un tutt’uno con il mostro” che vi si nasconde. E così nelle verdi, ridenti colline di questo estremo”piccolo Statoabbandonato al suo destino di degrado umano e ambientale tuttosembra destinato a rimanereimmutato. Per forza (delle mafie) e rassegnazione (dei cittadini).

 

NUOVO DEPURATORE FOGNARIO DI TRIESTE IN ALTO MARE

La Soprintendenza respinge al mittente (Comune) il progetto contestando la mancanza  della V.A.S. Il progetto del nuovo depuratore fognario comunale di Trieste è stato respinto dalla Soprintendenza di Trieste che ne ha contestato la mancata predisposizione dell’obbligatoria V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica). Un errore “incredibile” quello commesso dall’amministrazione comunale. Che rischia …

ITALIA: SICUREZZA ALIMENTARE STIMATA

ANCORA SUL CASO DEL LATTE AI PESTICIDI Non è possibile che la sicurezza dei prodotti alimentari venga rimessa ad analisi teoriche. Non è possibile che i terreni inquinati vengano utilizzati come aree agricole. Non è possibile, e invece nell’Unione Europea accade. In barba alle severe leggi a tutela dei consumatori. …

INQUINATO IL LATTE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA?

PESTICIDI E METALLI PESANTI NELLE ZONE DI PRODUZIONE AGRICOLA DELLA PARMALAT Trieste, 24 gennaio 2011 La principale zona di produzione agricola del Friuli Venezia Giulia risulta  pesantemente inquinata. Ma le autorità pubbliche minimizzano dichiarando l’assenza di rischi sanitari. Come stanno realmente le cose? Ci si può fidare delle rassicuranti dichiarazioni …

TIPICAMENTE TOSSICO

LIVELLI RECORD DI TBT NEI MITILI DEL GOLFO DI TRIESTE

Il tributilstagno (TBT) è un composto organostannico usato nelle vernici antivegatitive al fine di combattere gli organismi incrostanti. E’ stato usato per decenni fino a quando non ne è stata rilevata l’elevata tossicità. Il limite di tollerabilità viene indicato in 1 nanogrammo per litro. Agisce sul sistema immunitario e su quello ormonale. I pesci sono particolarmente colpiti da questo pericoloso inquinante e con essi l’intera catena alimentare (uccelli marini, mammiferi marini ed esseri umani). Il TBT è stato messo al bando dall’Unione Europea per la sua pericolosità.  Dal 1 gennaio 2008 non è più consentito l’approdo nei porti comunitari di navi con carene verniciate con prodotti contenenti TBT.

Secondo gli studi più recenti il TBT sarebbe causa di disfunzioni ormonali importanti, che si manifestano nel sesso maschile con una minore capacità procreativa, in quello femminile con un accrescimento delle caratteristiche maschili. Gli effetti del TBT su alcuni animali hanno messo in evidenza che la produzione di estrogeni (ormoni femminili) viene bloccata, lasciando prevalere così il testosterone, l’ormone maschile. In alcuni casi sono stati registrati casi di animali con organi riproduttivi di entrambi i sessi.

Nell’indagine ecotossicologica sul Golfo di Trieste svolta dal centro interuniversitario di Biologia Marina di Livorno (diffusa da Greenaction Transnational) i dati relativi alle concentrazioni di TBT nei mitili (cozze) sono ben al di sopra di questo valore limite e vanno da un minimo di 0,024 mg/kg  (milligrammi per chilo) per arrivare a 0,075 mg/kg. Tradotto in pratica significano concentrazioni di TBT da 24.000 a 75.000 volte superiori al livello di tollerabilità in organismi marini che entrano poi nella catena alimentare.

Ma di fronte a questo avvelenamento continuato non si è a conoscenza di misure a tutela della salute pubblica. Un vero scandalo nello scandalo.

UN MARE DI VELENI

EMERGENZA INQUINAMENTO GOLFO DI TRIESTE: METALLI PESANTI, DIOSSINE, TBT NEGLI ORGANISMI MARINI Il Golfo di Trieste, estremo lembo settentrionale del Mare Adriatico, versa in una situazione di inquinamento pesantissima. Questo bacino ristretto diviso tra quattro nazioni (Italia, Territorio Libero di Trieste, Slovenia, Croazia) è un ambiente ad elevata urbanizzazione dove …