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EMERGENZA NUCLEARE ALLE PORTE E MANCANZA DELLE MISURE DI PREVENZIONE

NUOVO STOP ALLA CENTRALE NUCLEARE DI KRŠKO

EMERGENZA NUCLEARE ALLE PORTE E MANCANZA DELLE MISURE DI PREVENZIONE
Mappa colorimetrica dello studio sul rischio fall out della centrale di Krško del dott. Luigi Nacci.

Trieste, 27 febbraio 2013 – Il nuovo blocco per motivi di sicurezza della centrale nucleare di Krško, avvenuto il 25 febbraio per problemi al generatore di vapore dell’impianto, non è che l’ultimo di una lunga catena di micro/macro incidenti.

La centrale di Krško ha sempre avuto grossi problemi relativi all’affidabilità dei generatori di vapore fin dal suo ingresso in servizio.

Dopo la “paura” nucleare del giugno del 2008, quando un non mai ben chiarito incidente dovuto ai soliti problemi tecnici aveva fatto scattare l’allarme nucleare in tutta Europa, nulla è stato fatto per garantire un minimo livello di prevenzione e protezione alle popolazioni che verrebbero investite dagli effetti di un fall-out radioattivo a seguito di serio incidente alla centrale slovena.

Questo vale in particolare per Trieste e per la Regione Friuli Venezia Giulia.

Nonostante le richieste rinnovate negli anni da parte della nostra organizzazione tutte le autorità pubbliche che hanno la responsabilità di attuare le norme comunitarie sulla prevenzione delle emergenze radiologiche, si sono rifiutate di farlo.

Così in caso di grave incidente alla centrale di Krsko gli abitanti del Friuli Venezia Giulia, a partire da Trieste (a portata di “Bora” dall’impianto nucleare, distando 120 Km da Krško) i cittadini si troverebbero senza alcuna difesa.

Non esistono rifugi antiatomici, non esistono strutture per la decontaminazione delle persone irradiate, non esistono scorte di iodio stabile da distribuire alla popolazione. Ancora nel 2011 Greenaction aveva sollecitato la Regione Friuli Venezia Giulia ad affrontare il problema senza peraltro ottenere alcuna risposta da parte del Presidente della giunta Tondo, il quale invece si esprimeva pubblicamente a favore del potenziamento della vicina centrale nucleare slovena.

Trieste sarebbe la principale vittima di questa politica di abbandono. In caso di grave incidente alla centrale di Krsko e in  presenza di vento di bora sostenuto, il fall out radioattivo ricadrebbe sulla città in 1-2 ore. Trasformandola in una città morta.

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