RIGASSIFICATORE DI TRIESTE SOTTO LA LENTE DELL’UE

L’eurodeputato Andrea Zanoni presenta un’interrogazione alla Commissione europea sul progetto di rigassificatore nel porto di Trieste a Zaule. “Cittadini, Ong e perfino autorità locali e slovene sono preoccupati per i rischi ambientali, ma Passera vuole andare avanti a tutti i costi. Ho chiesto all’Ue di fare chiarezza su eventuali pressioni …

ALTRI TRENI DEI RIFIUTI ARRIVATI A TRIESTE: LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CONTINUANO A RIFIUTARSI DI DARE RISPOSTE AI CITTADINI

EMERGENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA, E VIOLAZIONE DELLO STATUS GIURIDICO DEL PORTO INTERNAZIONALE DI TRIESTE

Trieste, 20 marzo 2013

E’ stata intensificata la campagna di trasporto dei rifiuti dalla Campania. Nuove ondate dei pericolosi rifiuti tossico nocivi vengono inviati con treni blocco a Trieste dove vengono rapidamente smaltiti nell’inceneritore cittadino. Il Comune di Trieste ha dichiarato tramite il Sindaco Cosolini e l’assessore all’ambiente Laureni che l’operazione andrà avanti senza alcuna interruzione.

I treni blocco vengono scaricati all’interno del Porto di Trieste utilizzando la linea ferroviaria interna con violazione dello status giuridico  del Porto Franco di Trieste, ente di Stato del Territorio Libero di Trieste che in base all’allegato VIII del Trattato di Pace non può trovarsi sotto la giurisdizione esclusiva di un solo Stato – Italia inclusa. Lo stesso inceneritore comunale è stato incredibilmente inserito all’interno del Porto di Trieste in aperta violazione del Trattato di Pace: solo la commissione internazionale gestita dai rappresentanti degli Stati europei avrebbe potuto eventualmente approvare un simile intervento nell’area, perché a dispetto dell’autorità portuale italiana, si tratta  del solo organo legittimato ad amministrare lo scalo del Territorio Libero.

L’intento del Comune che smaltisce i rifiuti campani a pagamento è di ottenere il maggior quantitativo di rifiuti possibile. Ad oggi almeno 75.000 tonnellate. Nessuna risposta è stata data alle richieste urgenti sulla qualità di rifiuti che arrivano dalla Campania, né sulla qualità e destinazione finale delle ceneri (almeno 1/3 dei rifiuti che entrano nell’inceneritore), né sulla quantità di diossine prodotte dall’inceneritore e sulla loro ricaduta e distribuzione al suolo.

L’inquinamento prodotto investe direttamente anche la Slovenia e la Croazia. La situazione è critica. Trieste in questo momento è diventata il principale punto di smaltimento dei rifiuti provenienti dalle terre della camorra. I treni blocco di rifiuti campani potrebbero ora arrivare con cadenza settimanale.

Le conseguenze sanitarie di questa massiccia operazione di smaltimento incontrollato dei rifiuti speciali campani si prospettano pesantissime. Circa 300.000 persone vengono investite dall’inquinamento a base di diossine prodotto dall’inceneritore di Trieste.

Allarme tumori ai massimi livelli a Trieste e nel Territorio Libero sotto illegittima e dannosissima amministrazione italiana.

NUOVE INCHIESTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SUI RIGASSIFICATORI NEL GOLFO DI TRIESTE: COINVOLTE ITALIA, SLOVENIA E CROAZIA.

IL PORTO DI TRIESTE IN OSSERVAZIONE SPECIALE DALL’UNIONE EUROPEA Trieste, 15 marzo 2013 Con comunicazione dell’8 marzo la Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo ha comunicato a Greenaction Transnational che a seguito della discussione del 22 gennaio avvenuta a Bruxelles sulle petizioni 0483/2007 e 1147/2008 relative ai progetti dei …

CARSO: EMERGENZA DISCARICHE

Sul Carso nuove discariche emergono da uno scomodo passato che si sta cercando di nascondere.

La discarica che si può vedere nel video girato da GREENACTION TRANSNATIONAL si trova a ridosso di un centro polisportivo e dell’area artigianale del Comune di Sgonico (Trieste), a non più di 2 Km dalla famosa Grotta Gigante, una delle maggiori attrazioni turistiche del Carso. La discarica ha una lunghezza di circa 250 metri ed è coperta dalla vegetazione. Tra i tanti cumuli di rifiuti spiccano quelli con affioramenti di cemento amianto (anche sbriciolato) fatto questo che deve destare un giustificato allarme vista la presenza nei paraggi di centri frequentati dal pubblico.

Ma cosa è successo sul Carso triestino dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri? Un disastro ambientale che ha inciso profondamente il territorio portando danni incalcolabili e che ha visto come protagoniste le amministrazioni pubbliche. Il Carso che era riuscito a superare le dure prove belliche di due conflitti mondiali ha dovuto piegarsi alle mafie dei rifiuti. L’inquinamento del Carso è il frutto di un accordo tra gli inquinatori e lo stato. Insomma: una devastazione ambientale istituzionalizzata.

Almeno 100 le discariche, oltre 300 le grotte inquinate. Per decenni sull’altopiano carsico si sono scaricati rifiuti tossico nocivi quali idrocarburi, metalli pesanti, acidi, amianto, scorie radioattive, fanghi industriali. In alcune grotte si trovano tuttora dei veri laghi di petrolio. La contaminazione dei corsi d’acqua sotterranei tra i quali il Timavo è stata pesantissima.

Difficilissima la bonifica non essendo ancora conosciuta la reale estensione dell’inquinamento. Impossibile in alcuni casi intervenire come ad esempio per le grotte utilizzate come discariche di idrocarburi.

 

VAI AL VIDEO sulla discarica di Borgo Grotta Gigante: LINK

VAI AL VIDEO sul Pozzo del Cristo (una delle grotte utilizzata come discarica per idrocarburi e fanghi industriali): LINK

TRIESTE COMODA DISCARICA PER L’ITALIA

NUOVO CARICO DI RIFIUTI VIA TRENO DALLA CAMPANIA Trieste, 6 marzo 2013 E’ arrivato questa notte, per evitare contestazioni. E’ il nuovo carico di rifiuti spediti dalla Campania via treno. Tutto nel massimo silenzio stile “operazione militare”. Per mettere di fronte tutti al fatto compiuto. Da oltre un anno Greenaction …