NO AI RIFIUTI DELLE MAFIE

PROTESTA IN OCCASIONE DELL’ARRIVO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE CLINI A TRIESTE

Trieste, 26 maggio 2012 – Si è tenuto in mattinata il presidio organizzato da Greenaction Transnational e Trieste Libera per contestare il traffico di rifiuti dalla Campania a Trieste. Il presidio è stato organizzato in occasione dell’arrivo del ministro dell’ambiente Corrado Clini alla conferenza del Comune di Trieste sullo stato dell’ambiente e della salute.

Mentre a parole si illudono i cittadini con improbabili soluzioni per uscire da una drammatica emergenza ambientale frutto di un malgoverno del territorio pluridecennale, nei fatti Trieste continua ad essere utilizzata come comoda discarica di Stato. Venticinquemila tonnellate di rifiuti campani che ora vengono portati anche con i treni, sono la testimonianza dell’alta considerazione italiana per una terra di conquista.

Di fronte ai vergognosi silenzi degli amministratori pubblici, Trieste Libera ha annunciato l’avvio di una campagna di liberazione fiscale del Comune di Trieste. A partire proprio dalla TARSU la tassa sui rifiuti, che i triestini devono pagare (e ben più alta che in molte parti d’Italia) mentre l’amministrazione comunale fa affari sulla loro pelle importando a pagamento i rifiuti da tutto il paese che vengono bruciati nell’inceneritore comunale, producendo un pesante inquinamento, e rendendo così semplicemente inutile la raccolta differenziata imposta a suon di sanzioni ai propri cittadini inquinati e avvelenati.

 

ARRIVATO IL PRIMO TRENO DEI RIFIUTI CAMPANI

TRIESTE, UNA COMODA PATTUMIERA PER I RIFIUTI DELLE MAFIE ITALIANE

Trieste, 18 maggio 2012

È arrivato ieri mattina a Trieste il primo treno di rifiuti dalla Campania. Il treno proveniente da Caserta, dopo lo smistamento alle stazioni di Campo Marzio e di Aquilinia, ha raggiunto nel primo pomeriggio la zona industriale posta sul canale navigabile di Zaule, dove i container sono stati scaricati sui camion per il trasporto al vicino inceneritore di Trieste (sull’altro lato del canale navigabile). Ventisei i container di rifiuti non  meglio precisati destinati all’incenerimento (foto a lato: uno dei container sul treno in sosta alla Stazione di Campo Marzio).

I rifiuti come di prassi accade vengono poi bruciati nelle ore notturne per evitare che sguardi indiscreti possano vedere gli assai poco rassicuranti fumi in uscita dal camino di 100 metri dell’inceneritore.

La giornata di ieri segna quindi la nuova fase della campagna di emergenza campana. Le amministrazioni pubbliche locali sono infatti ora pienamente responsabili in base alla nuova normativa nazionale che prevede per il trasporto dei rifiuti dalla Campania il preventivo assenso della regione interessata.

Le opposizioni dei cittadini e le richieste di chiarimento sui rifiuti (ben 25.000 tonnellate fin qui) bruciati nell’inceneritore di Trieste sono rimaste lettera morta. Come le proteste della Slovenia, investita direttamente dai fumi inquinanti dell’impianto triestino.

L’operazione di ieri doveva avvenire nella massima segretezza. Tutto pianificato. Anche il totale silenzio istituzionale e mediatico (almeno sul versante italiano). Un silenzio necessario ovviamente quando si devono fare sparire rifiuti scomodissimi. Un silenzio squarciato solo dalla nostra azione informativa che ha permesso di documentare quanto stava accadendo informandone anche i media della vicina Slovenia che hanno così potuto seguire la vicenda.

Ed è Sempre più evidente di fronte a questo monolitico sistema edificato sull’illegalità, e che dell’illegalità si fa scudo, che i cittadini dovranno trovare da soli la forza di difendersi contro chi li sta lentamente ed inesorabilmente uccidendo.

STOP CO2

5 MAGGIO 2012: GIORNATA MONDIALE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Manifestazione di Alpe Adria Green e di Greenaction Transnational davanti all’inceneritore di Trieste

In occasione della giornata mondiale sui cambiamenti climatici Alpe Adria Green e Greenaction Transnational hanno organizzato una manifestazione davanti all’inceneritore di Trieste in via Errera. L’inceneritore/termovalorizzatore di Trieste è una delle principali fonti di inquinamento trasnfrontaliero tra Italia, attuale TLT, Slovenia e Croazia, ed è attualmente utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti dell’emergenza della regione Campania.

La giornata mondiale è stata organizzata dal network internazionale 350.350 ppm (parti per milione) è il limite invalicabile di concentrazione di CO₂ (biossido di carbonio) nell’atmosfera oltre il quale si innescano i cambiamenti climatici.

Negli ultimi 100 anni, causa la pesante industrializzazione mondiale, la quantità di biossido di carbonio in atmosfera è aumentata del 34%. Attualmente il livello raggiunto è di 392 ppm.

A cosa stiamo andando incontro? Al riscaldamento del Pianeta ovvero all’effetto serra con conseguenze devastanti per la stessa sopravvivenza della specie umana. 400-450 ppm di CO₂ provocherebbero un aumento della temperatura di 1-1,5 °C, 600-700 ppm un aumento catastrofico dai 2 ai 5 °C.

Si scioglierebbero i ghiacci del Polo Nord, vi sarebbe un progressivo aumento del livello dei mari a seguito dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia (5 metri di spessore) e dell’Antartide (60-70 metri) con inondazione della maggior parte delle zone costiere (tra le più densamente popolate), aumenterebbero le precipitazioni con fenomi metereologici sempre più intensi, le zone aride della Terra si sposterebbero di 400-800 km nelle zone subtropicali densamente popolate, la zona climatica mediterranea verrebbe pure essa spostata verso Nord e le foreste si espanderebbero fino alle coste artiche.

Questi cambiamenti sono già in corso e stanno avvenendo sotto i nostri occhi sempre più velocemente senza che siano ancora adottate serie politiche per ridurne al causa, ovvero la riduzione dei gas serra.