TRIESTE: IL SINDACO INDAGATO PER SPECULAZIONE IMMOBILIARE ILLECITA AVVIA UNA CAUSA PER RISARCIMENTO DANNI CONTRO IL GIORNALE CHE NE CHIEDE LE DIMISSIONI

Trieste 24 ottobre 2010 Accade anche questo a Trieste. Dove la legalità assume spesso l’aspetto di quel potere autoreferenziale fatto di massima attenzione all’ordine pubblico (inteso come repressione delle categorie sociali deboli) e violazione sistematica delle leggi a favore delle caste del potere. Un tipo di legalità questo che genera …

Inquinamento dei mitili del Golfo di Trieste: Greenaction Transnational si rivolge alla Commissione Europea. A rischio la salute dei consumatori europei.

In corso di presentazione esposti alle Procure di Torino e Bologna Trieste 5 ottobre 2010 L’intossicazione di centinaia di persone in tutta Italia a seguito del consumo dei mitili provenienti dagli impianti del Golfo di Trieste avrà ora ulteriori sviluppi sul fronte giudiziario e su quello comunitario. L’associazione Greenaction Transnational …

D COME DISCARICHE

L’OPERAZIONE ATTILA E LA DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE: PIANIFICAZIONE ED ESECUZIONE DI UN CRIMINE DI STATO Per 50 anni Trieste è stata uno dei capisaldi della guerra fredda in Europa. Qui è stato creato un particolare sistema di governo necessario a coprire le delicate attività da svolgere nella …

VIOLAZIONE DIRETTIVA SEVESO: TRIESTE NEL MIRINO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Trieste 1 ottobre 2010

La Commissione Europea ha confermato il procedimento di infrazione (n. 2007/4717) nei confronti dell’Italia per la violazione della direttiva Seveso a Trieste. All’Italia viene contestato di non avere fornito alla popolazione informazioni sufficienti in merito alle misure di sicurezza e al comportamento da tenere in caso di incidenti agli impianti industriali. L’Italia avrà ora due mesi di tempo per rispondere e per sanare le irregolarità. Scatterà altrimenti il deferimento alla Corte di Giustizia Europea.

Il procedimento è stato avviato a seguito delle denunce e della petizione (483/07) presentate nel 2007 alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo da Roberto Giurastante responsabile dell’associazione Greenaction Transnational. 

Nella denuncia alle istituzioni comunitarie veniva evidenziata la sistematica violazione della legge Seveso nella provincia di Trieste dove, in presenza di otto impianti industriali a rischio di incidente rilevante ubicati in pieno contesto urbano, non erano state adottate le misure di sicurezza necessarie, a partire dalla predisposizione di effettivi piani di emergenza esterni (PEE) e per arrivare all’obbligatoria informazione da fornire ai cittadini, per affrontare le emergenze. Nella denuncia veniva inoltre contestato che in presenza di una simile e grave situazione di rischio fosse stato approvato, in sostanziale elusione della direttiva Seveso, il progetto di un terminale di rigassificazione nel porto di Trieste (adiacente alle industrie a rischio).

Proprio recentemente (agosto 2010) la denuncia è stata ancora integrata con nuovi rilevanti documenti sulle violazioni in corso. Greenaction Transnational ha anche attivato sul proprio sito internet un sondaggio per verificare il livello di conoscenza da parte della popolazione delle misure di sicurezza previste dalla legge Seveso. I risultati purtroppo si commentano da soli e confermano la drammaticità della situazione: il 98% dei votanti non è a conoscenza dei piani di emergenza degli stabilimenti industriali a rischio.

L’attuale procedimento di infrazione e il possibile deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea, rappresentano un ulteriore ostacolo per il progetto del rigassificatore nel porto di Trieste. Se infatti al momento il procedimento non coinvolge ancora direttamente il progetto del terminale della Gas Natural a Zaule, è innegabile che gli effetti dell’inchiesta rischiano di travolgerlo. L’impianto dovrebbe infatti sorgere in mezzo agli stabilimenti industriali che sono oggetto della procedura di infrazione comunitaria. Il problema ovviamente non è rappresentato solo dalla mancata informazione alla popolazione delle misure di sicurezza da seguire in caso di incidente alle industrie.

La mancata campagna informativa nasconde anche il mancato addestramento della gente sul campo (compresi i piani di evacuazione di interi quartieri cittadini e dei vicini Comuni di Muggia e S.Dorligo-Dolina).

In discussione sono quindi gli stessi piani di emergenza esterni delle industrie pericolose sulla base dei quali è stato costruito lo scenario dell’effetto domino per il progetto del rigassificatore della Gas Natural nel porto di Trieste. Una sottovalutazione voluta del rischio che espone i cittadini a gravissime conseguenze e  che vede le amministrazioni pubbliche schierate a difesa degli interessi dei privati a danno della collettività. Una situazione che non può essere tollerata nell’Unione Europea dei diritti.