TREDICIMILA E CINQUANTASETTE EURO E CINQUANTAQUATTRO CENTESIMI

È QUESTO IL PREZZO DA PAGARE NELL’ITALIA DELLA CENSURA PER CHI ESERCITA I PROPRI DIRITTI COSTITUZIONALI

13.057,54 euro è il conto finale presentato ad una combattiva associazione ambientalista di Trieste che dopo essere stata pesantemente attaccata sul quotidiano locale monopolista Il Piccolo (gruppo editoriale Espresso) aveva richiesto la rettifica a norma di legge sulla stampa. Ma il Tribunale di Trieste ha dato incredibilmente ragione al quotidiano rigettando il ricorso degli ambientalisti e condannandoli pure al pagamento delle spese a favore del giornale inadempiente. Storie di ordinaria malagiustizia in un Paese che sta correndo senza freni verso quella deriva autoritaria a cui concorrono pienamente molti organi di informazione. Organi di informazione, spesso al servizio dei poteri forti, che garantiscono la protezione mediatica necessaria al sistema di caste mafiose e pseudo-massoniche che ha assunto stabilmente il controllo dell’Italia. Organi di informazione,  pagati con i soldi dei cittadini, che calpestano ogni diritto civile. Organi di disinformazione, come tali conosciuti a livello internazionale. Benvenuti nella macelleria dei diritti europei. Benvenuti in Italia.

 

Per approfondimenti consultare gli articoli “Italia: disinformazione e mala giustizia violano i diritti fondamentali” e “Silenzio stampa e soldi