GLI IMPATTI AMBIENTALI TRANSFRONTALIERI TRA ITALIA, SLOVENIA E CROAZIA

LA POSIZIONE DI ALPE ADRIA GREEN NETWORK AMBIENTALISTA ITALO-SLOVENO-CROATO

1. Rigassificatori

AAG è contraria alla realizzazione di terminali di rigassificazione nel ristretto bacino del Mare Adriatico settentrionale. Questi impianti di grandi dimensioni (8 miliardi di metri cubi di gas all’anno per ogni terminale) avrebbero un pesante impatto ambientale e socio economico.

AAG ha già manifestato la propria opposizione motivata ai due progetti dei terminali di rigassificazione delle società Gas Natural (nel porto di Trieste) e Endesa nel Golfo di Trieste (impianto off shore).

Per maggiori approfondimenti rimandiamo alle osservazioni presentate da AAG ai Governi di Italia e Slovenia e trasmesse alla Commissione Europea.

AAG è contraria inoltre per gli stessi motivi a qualsiasi analogo progetto dovesse essere presentato nel porto di Koper.

Per quanto riguarda il terminale di rigassificazione che la Croazia dovrebbe realizzare sull’isola di KrK, AAG richiede al Governo Croato che, come per i progetti dei terminali nel Golfo di Trieste, vengano coinvolte nel procedimento  di valutazione anche l’Italia e la Slovenia.

2. Gasdotto Gazprom

AAG attende di potere valutare il progetto in corso di presentazione e ritiene che comunque una eventuale approvazione renderebbe assolutamente inutili i terminali di rigassificazione proposti nel Golfo di Trieste.

3. Inquinamento transfrontaliero.

AAG ritiene preoccupante la situazione dell’inquinamento transfrontaliero tra Italia e Slovenia e in particolare tra la provincia di Trieste e la Slovenia. A Trieste sono concentrate infatti alcune delle maggiori industrie inquinanti della regione Friuli Venezia Giulia quali la Ferriera di Servola (impianto siderurgico) e l’inceneritore di Trieste. Queste industrie inquinano pesantemente con le loro emissioni in atmosfera (tra le quali si trova la letale diossina) oltre che la provincia di Trieste anche quella di Koper.

Il solo inceneritore di Trieste emette nell’atmosfera 100.000 metri cubi all’ora di fumi.

Un’altra grave fonte di inquinamento è rappresentata dal depuratore fognario di Trieste malfunzionante da anni e che scarica in mare a 7,5 Km dalla costa italiana 120.000 metri cubi al giorno di liquami inquinanti portando grave danno all’ecosistema del Golfo di Trieste condiviso da Italia, Slovenia e Croazia.

Ad aggravare questa pesante situazione di inquinamento ai confini, l’Italia ha recentemente approvato il progetto della società Teseco per la realizzazione ad Aquilinia (2 Km dal confine sloveno) di un impianto per il trattamento dei rifiuti tossico nocivi.

Le emissioni di questo impianto in atmosfera comprenderebbero: polveri, ammoniaca e acido cloridrico; tutte sostanze cancerogene che trasportate dai venti finirebbero anche nella vicina Slovenia.

La Slovenia non è nemmeno stata informata di questo progetto come obbligatorio in base alla direttiva 85/337/CEE venendo così esclusa dalla procedura di Valutazione Impatto Ambientale (V.I.A.) transfrontaliera.

4. Violazione della Legge Seveso da parte dell’Italia

Nella provincia di Trieste esistono dieci impianti industriali ad alto rischio che in caso di incidente porterebbero ricadute sul territorio della Slovenia e della Croazia. Tra questi impianti si trova anche il terminale petrolifero SIOT che è il principale del Mediterraneo e che ha già subito un grave attentato nel 1972. Per questi impianti l’Italia non rispetta la Legge Seveso che impone l’adozione di piani di emergenza dei quali dovrebbe essere informata anche la popolazione dei paesi confinati (Slovenia e Croazia). In questo momento i piani di emergenza non vengono nemmeno comunicati agli abitanti di Trieste.

5. Raddoppio della centrale nucleare di Krsko

AAG ritiene non prioritario il raddoppio della centrale nucleare di Krsko essendo rimasti insoluti i gravi problemi di sicurezza dell’attuale impianto e non essendo mai stato individuato un sito definitivo per lo stoccaggio delle scorie radioattive. Si evidenzia che l’area su cui si vorrebbe realizzare anche il nuovo impianto è ad alto rischio sismico e si chiede prioritariamente, prima di qualsiasi altra valutazione, che venga realizzato un accurato studio geologico dell’intera zona di Krsko. Nel procedimento di valutazione dovranno essere coinvolte anche Italia e Croazia. Si chiede che il Governo Sloveno effettui un’analisi epidemiologica nel comprensorio di Krsko per valutare l’incidenza di Leucemie e tumori sulla popolazione.