STOP KRSKO

La Slovenia vuole potenziare la centrale nucleare di Krsko installando un nuovo reattore da 1.000 MW.La Slovenia vuole potenziare la centrale nucleare di Krsko installando un nuovo reattore da 1.000 MW. La centrale di Krsko è già ora una delle più pericolose esistenti in Europa essendo stata costruita in un’area …

DENUCLEARIZZIAMO L’OMS

Dal 1959 è in vigore un accordo tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), organismo dell’ONU e massima autorità internazionale per la tutela della salute pubblica e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ente per lo sviluppo dell’energia nucleare. In base a questo accordo l’OMS non interviene nel campo del nucleare …

CASO KRSKO: ARCHIVIAZIONE DEL G.I.P. DI TRIESTE

NESSUNA RESPONSABILITÀ PENALE NELL’OMISSIONE DELLE AUTORITÀ ITALIANE Con decreto del 7 febbraio 2009 il GIP di Trieste Massimo Tomassini ha archiviato l’inchiesta sulla mancanza dei piani di prevenzione per le emergenze radiologiche avviata a seguito della presentazione di un esposto da parte di Roberto Giurastante responsabile di Greenaction Transnational. Nell’esposto …

DOPO LA CATASTROFE IN GIAPPONE

ITALIA E NUCLEARE SICURO: DOVE SONO I RIFUGI ANTIATOMICI? La tragedia del Giappone colpito dal tremendo sisma di questi giorni deve fare riflettere. Un terremoto epocale che ora rischia di trasformarsi in catastrofe nucleare. Il disastro della centrale atomica di Fukushima è più di un campanello di allarme per i …

CATASTROFE NUCLEARE

COSA ACCADREBBE SE…

La sottovalutazione delle conseguenze di un disastro nucleare a cui si assiste in Italia pur di fronte alla drammatica realtà dell’apocalisse giapponese, è il frutto di una politica consolidatasi nel corso degli anni: quella della negazione della prevenzione. Una politica che ha avuto pesanti conseguenze sullo stesso sviluppo del Paese. Prevenzione significa infatti “prevedere” e adottare le adeguate misure per ridurre gli effetti degli eventi catastrofici naturali e non. Che possono essere terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, ma anche incidenti rilevanti causati dall’uomo (vedi impianti industriali e nucleari). Prevenzione significa anche non costruire in zone geologicamente instabili, o nelle aree di esondazione dei corsi d’acqua, o a ridosso dei vulcani. E costruire le strutture secondo rigorosi criteri antisismici. Insomma, norme dettate dal buon senso e che eviterebbero lutti e spese inutili.

E proprio sul nucleare la necessità della prevenzione è massima. Un’emergenza radiologica non può essere affrontata come una normale catastrofe naturale. In caso di fall out radioattivo o tutti sanno già perfettamente quello che devono fare, oppure i morti si conterebbero a decine di migliaia.

Eppure in questo momento nell’Italia del “piano nucleare nazionale” – peraltro ancora misterioso – con cui il governo punta fortemente alla costruzione di centrali atomiche per assicurare l’autosufficienza energetica al Paese, il piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche (approvato solo nel marzo del 2010 e dopo che l’Italia era stata sottoposta ad un procedimento di infrazione comunitario) risulta essere ancora decisamente inadeguato (oltre che sconosciuto) per affrontare anche un semplice incidente; figurarsi una catastrofe nucleare.

Ma cosa accadrebbe se una centrale nucleare ai confini dell’Italia dovesse avere un incidente severo a causa di un guasto, di un errore umano, oppure di un terremoto?

Mettiamo a disposizione sul nostro sito lo studio (clicca qui per la versione italiana o qui per la versione inglese) indipendente del dott. Giuseppe Nacci medico chirurgo specialista in medicina nucleare che analizza le conseguenze di un grave incidente alla centrale slovena di Krško a 120 km dal confine Nord Orientale italiano. La centrale è costruita in area sismica.

Dall’introduzione dello studio “La minaccia della centrale atomica di Krško”:

“Supponiamo che a Krsko, venga a crearsi l’incidente più grave che possa accadere in un reattore ad acqua, e cioè la perdita totale del liquido usato per raffreddare il nocciolo di uranio. In questa disgraziata eventualità, il nocciolo di uranio si surriscalderebbe, il materiale fuso entrerebbe in contatto con l’acqua delle turbine, trasformandola in vapore, e questo causerebbe lo scoperchiamento del recipiente di contenimento con conseguente fuoriuscita del materiale radioattivo. Supponiamo ancora che, a causa di questa esplosione, nell’aria vengano emessi un terzo di tutti i nuclei radioattivi presenti nel reattore.
Secondo vecchi studi di oltre 30 anni fa, in un incidente di questo tipo la radioattività del materiale fuoriuscito ammonterebbe a circa un miliardo e mezzo di Curie e la nube radioattiva, con un vento di 24 km/h presenterebbe un’estensione di contaminazione pesante (Fall out nero) del raggio di 68 km dalla centrale di Krsko. A questo punto da parte nostra è possibile stimare diversi livelli di contaminazione radioattiva che si avrebbero su Trieste e sul Friuli….”

EMERGENZA NUCLEARE

SENZA DIFESA: GREENACTION TRANSNATIONAL DENUNCIA LA MANCANZA DI EFFETTIVE MISURE DI PREVENZIONE PER LE EMERGENZE RADIOLOGICHE IN ITALIA L’Unione Europea ritiene prioritaria la tutela della popolazione dagli effetti delle radiazioni ionizzanti, e tale dottrina è ben codificata nella legislazione comunitaria. La Comunità Europea ha fissato norme fondamentali sulla protezione sanitaria …

PREVENZIONE EMERGENZE NUCLEARI

PRESENTATA LA CAMPAGNA PER IL RISPETTO DELLE NORME EURATOM PROMOSSA DA GREENACTION TRANSNATIONAL, MONDO SENZA GUERRE E SENZA VIOLENZA, COMITATI AMBIENTALISTI LOMBARDI, RETI ADERENTI ALLA CAMPAGNA PER LA SMILITARIZZAZIONE DELLA SICILIA

Il 16 luglio 2011 presso la sede del CSV di Trieste è stata presentata la campagna per la prevenzione delle emergenze nucleari promossa da Greenaction Transnational, Mondo senza Guerre e senza Violenza, Comitati Ambientalisti Lombardi e reti aderenti alla campagna per la smilitarizzazione della Sicilia. La campagna, aperta all’adesione di comitati,  associazioni e cittadini, si prefigge di ottenere il rispetto delle norme EURATOM sulla prevenzione delle emergenze radiologiche in Italia. Ad illustrare l’iniziativa, che vedrà nei prossimi mesi nuove conferenze in Lombardia, Piemonte, Sicilia, sono stati Roberto Giurastante (Greenaction Transnational) e Tiziana Volta (Mondo Senza Guerre e senza Violenza – Brescia).

L’iniziativa è nata dalla collaborazione sorta tra le associazioni aderenti durante la campagna referendaria contro il nucleare. La schiacciante vittoria del NO al nucleare in Italia non è infatti sufficiente a garantire i cittadini dagli incidenti agli impianti che circondano l’Italia settentrionale (13 entro i 200 km dai confini).

La campagna parte, non solo simbolicamente, da Trieste quale città italiana di confine più esposta ai rischi di un disastro nucleare. Trieste si trova nel raggio di azione (130 km di distanza) della più pericolosa centrale nucleare europea, quella di Krško in Slovenia costruita in zona ad alta sismicità e sotto l’effetto del vento dominante di Bora (che amplificherebbe le conseguenze di un fall out). Trieste é inoltre uno degli 11 porti italiani nei quali possono transitare e sostare unità militari a propulsione nucleare.

PORTO NUCLEARE DI TRIESTE

UN PORTO FRANCO INTERNAZIONALE DELL’ONU SOTTO CONTROLLO NATO? Il porto di Trieste oltre ad essere l’unico Porto Franco internazionale al mondo, si trova ad essere classificato come “porto nucleare”. Quest’ente di Stato dell’attuale Territorio Libero di Trieste, per la sua posizione strategica, è stato infatti inserito tra quelli in cui …