INQUINAMENTI E CORRUZIONE

di Franz Widmar Per difendere l’ambiente, e con esso la vita, non basta combattere gli inquinamenti e le devastazioni: occorre anche avere il coraggio di denunciare apertamente i meccanismi di corruzione pubblica e privata che li producono. Perché tutti gli inquinamenti e le devastazioni che non siano incidenti occasionali sono …

VELENI ED ALTRI PERICOLI INDUSTRIALI

Perché non si applica la “LEGGE SEVESO”? Si tratta della normativa italiana che prende nome dal colossale disastro ambientale di Seveso, e precisamente del Decreto Legislativo 17 agosto 1999 n. 334 – Seveso Bis e Decreto Legislativo 21 settembre 2005 n. 238 in attuazione delle Direttive 96/82/CE e 2003/105/CE. Gli …

CARSO: EMERGENZA DISCARICHE

Sul Carso nuove discariche emergono da uno scomodo passato che si sta cercando di nascondere.

La discarica che si può vedere nel video girato da GREENACTION TRANSNATIONAL si trova a ridosso di un centro polisportivo e dell’area artigianale del Comune di Sgonico (Trieste), a non più di 2 Km dalla famosa Grotta Gigante, una delle maggiori attrazioni turistiche del Carso. La discarica ha una lunghezza di circa 250 metri ed è coperta dalla vegetazione. Tra i tanti cumuli di rifiuti spiccano quelli con affioramenti di cemento amianto (anche sbriciolato) fatto questo che deve destare un giustificato allarme vista la presenza nei paraggi di centri frequentati dal pubblico.

Ma cosa è successo sul Carso triestino dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri? Un disastro ambientale che ha inciso profondamente il territorio portando danni incalcolabili e che ha visto come protagoniste le amministrazioni pubbliche. Il Carso che era riuscito a superare le dure prove belliche di due conflitti mondiali ha dovuto piegarsi alle mafie dei rifiuti. L’inquinamento del Carso è il frutto di un accordo tra gli inquinatori e lo stato. Insomma: una devastazione ambientale istituzionalizzata.

Almeno 100 le discariche, oltre 300 le grotte inquinate. Per decenni sull’altopiano carsico si sono scaricati rifiuti tossico nocivi quali idrocarburi, metalli pesanti, acidi, amianto, scorie radioattive, fanghi industriali. In alcune grotte si trovano tuttora dei veri laghi di petrolio. La contaminazione dei corsi d’acqua sotterranei tra i quali il Timavo è stata pesantissima.

Difficilissima la bonifica non essendo ancora conosciuta la reale estensione dell’inquinamento. Impossibile in alcuni casi intervenire come ad esempio per le grotte utilizzate come discariche di idrocarburi.

 

VAI AL VIDEO sulla discarica di Borgo Grotta Gigante.

VAI AL VIDEO sul Pozzo del Cristo (una delle grotte utilizzata come discarica per idrocarburi e fanghi industriali).

“COSTA DEI MORTI” ALLA DIOSSINA ?

Un terrapieno-discarica a mare di diossine ed altri veleni realizzato nella Zona Industriale di Trieste sarebbe stato usato anche per sbarazzarsi di residui cimiteriali delle esumazioni di cittadini senza famiglia o poveri senza tomba propria: l’organizzazione ambientalista e per i diritti umani Greenaction Transnational chiede immediati accertamenti e bonifica. La …

L’INQUINAMENTO TRANSFRONTALIERO ITALIA-SLOVENIA APPRODA AL PARLAMENTO EUROPEO

SOTTO ACCUSA FERRIERA DI SERVOLA, INCENERITORE E DEPURATORE FOGNARIO DI TRIESTE

Il Parlamento Europeo ha accolto la petizione (a cui è stato assegnato il n° 1459/07) presentata da Greenaction Transnational sull’inquinamento industriale continuato della città e provincia di Trieste e dell’area transconfinaria italo-slovena. Nella petizione presentata dall’associazione ambientalista ai sensi dell’art. 194 del Trattato CE viene denunciato l’inquinamento prodotto dai tre maggiori impianti industriali della provincia di Trieste: Ferriera di Servola (impianto siderurgico), inceneritore Acegas-APS (che tratta i rifiuti provenienti dall’intera regione) e depuratore fognario di Servola (il principale della regione).

Questi impianti rappresentano le maggiori fonti di inquinamento nell’area di confine e le loro emissioni e i loro scarichi investono direttamente le vicine Slovenia e Croazia determinando un inquinamento internazionale delle acque e dell’atmosfera. Nella petizione di Greenaction viene evidenziato che nonostante la pericolosità della Ferriera di Servola il Comune di Trieste ha consentito l’urbanizzazione dell’area un tempo rurale a ridosso dello stabilimento, trasformandola in un quartiere periferico densamente abitato.

Le emissioni di gas e polveri delle lavorazioni siderurgiche a ciclo continuo investono perciò direttamente migliaia di persone, tra lavoratori e residenti, e si diffondono con i venti in un circondario ancora più vasto, che include la città, il Carso, la cittadina di Muggia e territori di confine della Slovenia.

La rilevanza e la tossicità di tali emissioni, sia assoluta che per accumulo nei tessuti viventi, nel suolo e nel mare, è notoriamente provata da decenni e reca gravissimo pericolo e danno alla salute pubblica ed all’ambiente, suscitando forte allarme sociale.

Pur in presenza di una situazione di tale gravità le competenti autorità amministrative locali omettono tuttavia vistosamente da anni di assumere i necessari provvedimenti decisivi nei confronti dei grandi gruppi industriali avvicendatisi nella proprietà dello stabilimento.

Altrettanto vale per le notorie ed assommate emissioni inquinanti continue prodotte nella medesima area urbana, provinciale e transfrontaliera dall’inceneritore comunale privatizzato dei rifiuti solidi, le cui emissioni tossiche vengono misurate in percentuale al camino e non anche per quantità totale, accumulo e diffusione, nonché dal depuratore fognario fuori norma della città, il cui scarico sottomarino immette al largo nel Golfo di Trieste enormi quantità di liquami tossici. La Riserva di Miramare, una delle quattro aree marine italiane protette, si trova a circa 6 Km dallo scarico del principale collettore fognario di Trieste (quello di Servola) e a 2 Km da quello di Barcola (che scarica davanti alla zona balneare di Trieste).

Vi è pertanto una situazione di crescente ed esteso pericolo e danno sanitario ed ambientale, in presenza di una generale inerzia o quantomeno inefficacia istituzionale che può ragionevolmente lasciar supporre anche implicite od esplicite pressioni ostative politico-industriali localmente rilevanti.

 

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CARSO TRIESTINO: INQUINAMENTO IPOGEO

UNA GROTTA INQUINATA OGNI 1,65 CHILOMETRI QUADRATI Il Carso si trova a pagare un pesante tributo al disastro ambientale con cui negli ultimi decenni è stata devastata la piccola provincia di Trieste. Oltre alle tante ancora occultate discariche in superficie il lascito delle ecomafie, che in questo lembo dell’estremo nord …