CASO KRSKO: ARCHIVIAZIONE DEL G.I.P. DI TRIESTE

NESSUNA RESPONSABILITÀ PENALE NELL’OMISSIONE DELLE AUTORITÀ ITALIANE

Con decreto del 7 febbraio 2009 il GIP di Trieste Massimo Tomassini ha archiviato l’inchiesta sulla mancanza dei piani di prevenzione per le emergenze radiologiche avviata a seguito della presentazione di un esposto da parte di Roberto Giurastante responsabile di Greenaction Transnational. Nell’esposto veniva evidenziato come, a seguito della mancata attuazione delle normative comunitarie, l’Italia era completamente impreparata ad affrontare una seria emergenza radiologica mancando tutte le strutture necessarie a gestirla.

In particolare veniva messo in evidenza che ancora a 13 anni di distanza dal recepimento delle direttive comunitarie di riferimento non erano stati nemmeno predisposti i PEE (Piani di Emergenza Esterna) obbligatori per le aree che, come Trieste, si vengono a trovare in prossimità di centrali nucleari. I PEE sono inoltre obbligatori anche per i porti classificati come nucleari (sono 11 in Italia), ovvero dove possono sostare unità militari a propulsione nucleare. 

A seguito della mancata predisposizione dei PEE è venuta inoltre a mancare l’obbligatoria informazione ai cittadini e l’addestramento ad affrontare le emergenze sempre previsto per legge. Sono completamente assenti inoltre tutte le strutture (rifugi antiatomici, ospedali attrezzati, centri di raccolta per l’evacuazione) necessarie in caso di fall out radioattivo.

L’incidente dello scorso anno alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia è  stato più di un campanello d’allarme. In caso di reale fall out infatti l’Italia settentrionale sarebbe stata investita dalla nube radioattiva in poche ore e non vi sarebbe stata alcuna possibilità di difesa per milioni di persone.

L’archiviazione decretata dal GIP è ancora più grave in quanto nell’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal P.M. (senza che fosse stata svolta alcuna indagine e con la sola motivazione che non era ravvisabile alcun reato penale perchè l’attuazione o meno delle normative comunitarie era una scelta esclusivamente politica) era stato chiesto il rinvio pregiudiziale degli atti alla Corte di Giustizia Europea ex art. 267 Trattato CE trovandosi la legislazione italiana in conflitto con quella comunitaria ed essendo l’Italia sotto procedimento di infrazione, a seguito di denuncia dell’esponente, da parte della Commissione Europea con deferimento alla Corte di Giustizia Europea (procedimento di infrazione IT/2003/4755).

Nella comunicazione del deferimento alla Corte di Giustizia la Commissione Europea aveva precisato:

“L’esistenza di una normativa nazionale completa e trasparente è un presupposto essenziale se si vuole garantire un livello elevato  di protezione della popolazione dagli effetti delle radiazioni ionizzanti. Specie per quanto riguarda la preparazione alle emergenze radioattive, l’informazione preliminare dei cittadini è di capitale importanza per ridurre al minimo le conseguenze sanitarie in caso di incidente radiologico.”

Greenaction Transnational ora annuncia immediato ricorso a Bruxelles avendo l’autorità giudiziaria nazionale violato in questo modo lo stesso Trattato Istitutivo della Comunità Europea la cui osservanza non può essere sottoposta alla discrezionalità di alcun giudice.