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ETICA AMBIENTALE
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ETICA NATURALISTICA  IL CASO DEL BUTTERFLY WEDDING  ED ALCUNE...
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INQUINAMENTI E CORRUZIONE
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di Franz Widmar Per difendere l’ambiente, e con...
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GAS NATURAL – FENOSA ACCUSATA DI CRIMINI IN SUDAMERICA
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Gli ambientalisti chiedono indagini sulle attività del gruppo...
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EMERGENZA AUTOSTRADE FRIULI VENEZIA GIULIA: UN DISASTRO ANNUNCIATO
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INQUINAMENTI E CORRUZIONE
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IL SINDACO DI TRIESTE DEL PD CHIEDE LA TESTA DEGLI AMBIENTALISTI DI GREENACTION
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VELENI ED ALTRI PERICOLI INDUSTRIALI
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Perché non si applica la “LEGGE SEVESO”? Si...
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CARSO: EMERGENZA DISCARICHE
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Sul Carso nuove discariche emergono da uno scomodo...
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Canale Video

Montedoro la collina dei veleini

L\'inquinamento dell\'ipogeo all\'ex discarica di Trebiciano

Dietro le discariche del Territorio Libero di Trieste

Ex discarica di Trebiciano

La discarica nel pozzo dei Colombi

La discarica di Porto San Rocco - Muggia

L"inquinamento a Porto San Rocco

La discarica di Porto San Rocco

Nella discarica di Trebiciano

La discarica di Trebiciano

La discarica "Acquario"

No terminal gas nel porto di Trieste

Conferenza stampa su rigassificatore di Zaule

Inquinamento Carso triestino

Discariche di aminato sul Carso

Discarica di Trebiciano

I depositi militari dismessi sul carso triestino

Rifiuti radioattivi sul Carso

Il pozzo del Cristo

Trebiciano: la grotta di idrocarburi

Deep karst

Trieste: discarica di diossina in zona balneare

MARGHERITA HACK CON GREENACTION TRANSNATIONAL

Veleni industriali e violazione legge Seveso

Cemento sulla costiera triestina

Inquinamento a Taranto

Rifiuti campani nell"inceneritore di Trieste

L"idebitamento di Acegas-Aps

Manifestazione di protesta alla Barcolana

Stop CO2

Treno di rifiuti campani

No rifiuti campani

Grado: senza depurazione delle acque reflue

Carico di rifiuti radioattivi nel porto di Trieste

Rigassificatore, legge Seveso e pubblica sicurezza: quanto ne sappiamo? 1/3

Rigassificatore, legge Seveso e pubblica sicurezza: quanto ne sappiamo? 2/3

Rigassificatore, legge Seveso e pubblica sicurezza: quanto ne sappiamo? 3/3

Il rigassificatore di Zaule

La ferriera di Servola

 

Documentari

Trailer Pollution
Il documentario sul disastro ambientale nel Territorio Libero di Trieste
Pollution. Il disastro ambientale nel Territorio Libero di Trieste
PRIMA PUNTATA - Pollution - Il disastro ambientale nel Territorio Libero di Trieste. Documentario sull\'inquinamento ambientale nel Territorio Libero di Trieste. In questa prima puntata parliamo delle discariche di Trebiciano e di Fernetti. Con sottotitoli in inglese.
Pollution. Il disastro ambientale nel Territorio Libero di Trieste
SECONDA PUNTATA - Pollution, il disastro ambientale nel territorio libero di Trieste. Trebiciano. Seconda parte del documentario sull’inquinamento ambientale nel Territorio Libero di Trieste. In questa prima puntata si concentra sulla discarica di Trebiciano. Con sottotitoli in inglese.

 

Inquinamento del mare

La discarica di Porto San Rocco - Muggia
Intervista a Roberto Giurastante sul grave problema di salute pubblica e ambientale causato dall"inquinamento transfrontaliero della discarica di Porto San Rocco, Muggia, poco distante dal confine con la Slovenia.Con comunicazione del 17 luglio la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha confermato la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la discarica di Porto San Rocco a Muggia. La discarica a mare era stata realizzata occultandovi 18 mila metri cubi di rifiuti tossico nocivi (idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenile, metalli pesanti) e costruendovi sopra una collina artificiale (Parco delle Vele) con annessa spiaggia sottostante.La pericolosa discarica veniva denunciata da Greenaction Transnational all’autorità giudiziaria italiana (Procura della Repubblica di Trieste) sin dal 2003 ma senza alcun risultato. Il Tribunale di Trieste dichiarava la prescrizione del reato il 4 gennaio del 2006 senza riconoscere la continuazione dell’inquinamento in corso. Assolti così, senza essere nemmeno rinviati a giudizio, gli autori di questo pericoloso avvelenamento pubblico.
L"inquinamento a Porto San Rocco
Se c’è un Comune che rappresenta bene la drammatica situazione di inquinamento ambientale del Territorio Libero di Trieste, questo è certamente Muggia. Si tratta del Comune più meridionale dell’attuale Territorio Libero di Trieste, al confine con la Slovenia. Tredici chilometri quadrati e tredicimila abitanti, con il 20% della superficie inquinata. Questi i numeri. Numeri da rabbrividire: 1/5 del territorio trasformato in discariche. E che discariche… qui parliamo di rifiuti tossici, quelli che contaminano l’ambiente in maniera spesso irreversibile e ne fanno terra bruciata, avvelenando anche la popolazione.La realizzazione del marina turistico di Porto San Rocco era anche servita a coprire un vasto sistema di smaltimento illecito dei rifiuti che avevano portato alla realizzazione di più discariche. Una di queste era stata realizzata all’interno del marina occultando 18.000 metri cubi di rifiuti pericolosi (fanghi industriali) inserendoli in una membrana di materiale plastico che venne sigillata, e seppellendo il tutto sotto una collina artificiale sulla quale venne realizzata un’area verde e un parco giochi per bambini; il tutto in prossimità delle case turistiche appena costruite. La membrana di polietilene in cui si trovano ancora i rifiuti aveva una garanzia di dieci anni per la tenuta, scaduta nel 2009.
La discarica di Porto San Rocco
Se c’è un Comune che rappresenta bene la drammatica situazione di inquinamento ambientale del Territorio Libero di Trieste, questo è certamente Muggia. Si tratta del Comune più meridionale dell’attuale Territorio Libero di Trieste, al confine con la Slovenia. Tredici chilometri quadrati e tredicimila abitanti, con il 20% della superficie inquinata. Questi i numeri. Numeri da rabbrividire: 1/5 del territorio trasformato in discariche. E che discariche… qui parliamo di rifiuti tossici, quelli che contaminano l’ambiente in maniera spesso irreversibile e ne fanno terra bruciata, avvelenando anche la popolazione.La realizzazione del marina turistico di Porto San Rocco era anche servita a coprire un vasto sistema di smaltimento illecito dei rifiuti che avevano portato alla realizzazione di più discariche. Una di queste era stata realizzata all’interno del marina occultando 18.000 metri cubi di rifiuti pericolosi (fanghi industriali) inserendoli in una membrana di materiale plastico che venne sigillata, e seppellendo il tutto sotto una collina artificiale sulla quale venne realizzata un’area verde e un parco giochi per bambini; il tutto in prossimità delle case turistiche appena costruite. La membrana di polietilene in cui si trovano ancora i rifiuti aveva una garanzia di dieci anni per la tenuta, scaduta nel 2009.
Trieste: discarica di diossina in zona balneare
La discarica è stata realizzata dal Comune di Trieste in piena zona balneare, occupa una superficie di 90.000 metri quadrati e vi si trovano diossina, fanghi industriali e idrocarburi. Dopo un"inchiesta durata due anni la Procura della Repubblica di Trieste ha dissequestrato l"area e ottenuto dal Tribunale di Trieste l"archiviazione dell"inchiesta senza individuare alcun responsabile. Il reato sarebbe prescritto. L"inquinamento invece rimane e continua a produrre i suoi effetti.
La discarica "Acquario"
Continua la campagna di sensibilizzazione del Movimento Trieste Libera per far conoscere ai cittadini del TLT la drammatica situazione di inquinamento nel loro territorio.La seconda tappa dei volontari del Movimento è Muggia: Fabio Longo è stato tra i primi, assieme a Roberto Giurastante, a denunciare questa pericolosa discarica in attesa di bonifica.Nel 1998-2001 è stata invece realizzata proprio nel Comune di Muggia la discarica inquinante a mare del terrapieno “Acquario”, con licenze di destinazione ad impianti balneari e turistici ma usata per scaricare a costo zero rifiuti tossico-nocivi scavati nei lavori di trasformazione del vicino ex cantiere navale San Rocco nell’omonimo porto e villaggio turistico (con collinetta di altri rifiuti tossici sulla spiaggia, per i giochi dei bambini).Benché le discariche a mare siano vietate per legge, questa venne autorizzata e comunque consentita da tutte le autorità che avrebbero dovuto impedirla (Comune, Provincia e Regione, ecc.), e quando degli allevatori di mitili protestarono la Capitaneria di Porto li sottopose a ispezione e minacciò per iscritto la revoca della concessione perché gli impianti balneari previsti sarebbero stati d’interesse pubblico prevalente.Nessuna di queste autorità ha inoltre vigilato su cosa venisse effettivamente scaricato nel terrapieno, infine sequestrato nel 2003 su denuncia degli Amici della Terra. In un primo processo, nei confronti dei corresponsabili privati ma non di quelli pubblici, è emerso pure che parte dei rifiuti tossici di San Rocco venivano scaricati alle Noghere (ancora!) ed altrove.

 

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