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TUTTI COLPEVOLI, QUINDI INNOCENTI: L’INSCALFIBILE SISTEMA DELLA CORRUZIONE ITALIANA A TRIESTE

SCANDALO FONDI PUBBLICI ALLE ASSOCIAZIONI: CHIESTA L’ARCHIVIAZIONE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TRIESTE


Non può che destare sgomento (almeno per chi crede nella giustizia...) l’incredibile richiesta di archiviazione che la Procura della Repubblica di Trieste ha presentato nei confronti dell’esposto di Greenaction sullo scandalo dei fondi comunali destinati alle associazioni (Proc. n. 728/2011 R.G.n.r.).

Greenaction aveva denunciato un sistema clientelare che distribuiva i fondi pubblici in violazione di ogni norma di trasparenza. Il sistema era incentrato su un accordo tra i consiglieri comunali che potevano gestire a loro discrezione i fondi del Comune per destinarli a soggetti di loro gradimento, in massima parte associazioni di vario tipo. Tra i beneficiari di queste “donazioni” il “Club delle Libertà” struttura direttamente riferibile al partito politico “Il Popolo delle Libertà”, e come tale nemmeno finanziabile.

Ben 190.000 Euro in un anno erano stati così distribuiti a cascata a danno del bilancio comunale, e pur in situazione di grave crisi economica, ai fini di garantire ai componenti del monolitico blocco di malgoverno cittadino i soldi per assicurarsi consensi elettorali. Un’equa spartizione come da manuale della casta partitocratica italiana. Gli esclusi? Tutti quelli che non avevano “padrini” politici. Tra questi Greenaction che avendo presentato al Comune la richiesta di patrocinio per la realizzazione di un video sulle problematiche dei progetti dei rigassificatori nel Golfo di Trieste, se la vedeva respingere senza motivazioni.

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ATTACCO ALL’HERMADA

 

UN SANTUARIO STORICO E NATURALISTICO NEL MIRINO DEL PARTITO DEL CEMENTO


Il massiccio dell’Hermada/Grmada si trova nella parte settentrionale della provincia di Trieste, o meglio della Zona A del Territorio Libero di Trieste, di cui costituisce il confine naturale e geografico. Si tratta di una serie di colline che dalla Slovenia scende verso il Mare Adriatico con quota massima 323 metri costituendo una barriere naturale, prima che politica. Qui il Carso sprofonda nel Mediterraneo creando un eco sistema unico. Ed infatti l’Hermada è un importante area naturalistica tutelata dalla normativa europea Natura 2000 con Zone di Protezione Speciale e Siti di Importanza Comunitaria.

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IL MISTERO DEI FUSTI SCOMPARSI

 

ARMI CHIMICHE E INQUINAMENTI DI STATO NEL CARSO

Trieste, 25 aprile 2013 - Nove mesi fa Greenaction lanciava pubblicamente l’allarme per la  presenza nella provincia di Trieste di ex depositi di armi chimiche delle Forze Armate Italiane. Tra questi una rete sotterranea fortificata realizzata durante la seconda guerra mondiale e nascosta in una collina non molto lontana dalla vicina Slovenia.

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INTEGRATE LE PETIZIONI SUI RIGASSIFICATORI NEL GOLFO DI TRIESTE

 

LE INDEBITE PRESSIONI DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA ITALIANO SULLA COMMISSIONE EUROPEA PER FAR APPROVARE I TERMINAL DI RIGASSIFICAZIONE COSTITUISCONO VIOLAZIONE DELLO STATUS GIURIDICO DEL PORTO INTERNAZIONALE DI TRIESTE


Trieste, 5 aprile 2013 - Le pressioni delle autorità italiane sulla Commissione Europea ai fini di ottenere l’inserimento del progetto del terminale di rigassificazione (foto: il terminal petroli del porto di Trieste con i serbatoi costieri, al cui fianco verrebbe costruito il terminal gas) della spagnola Gas Natural nel porto di Trieste tra le infrastrutture energetiche europee prioritarie oltre il 2020 nell’ambito del “Piano per una rete energetica europea integrata” in corso di elaborazione a Bruxelles rappresentano anche una violazione dello Status giuridico del Porto Internazionale di Trieste. E’ questa la denuncia che Greenaction ha presentato in questi giorni all’Unione Europea.

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RIGASSIFICATORE DI TRIESTE SOTTO LA LENTE DELL'UE

L'eurodeputato Andrea Zanoni presenta un'interrogazione alla Commissione europea sul progetto di rigassificatore nel porto di Trieste a Zaule. “Cittadini, Ong e perfino autorità locali e slovene sono preoccupati per i rischi ambientali, ma Passera vuole andare avanti a tutti i costi. Ho chiesto all'Ue di fare chiarezza su eventuali pressioni e possibili violazioni comunitarie”.

 

“La Commissione europea accerti la possibile violazione da parte del progetto di rigassificatore di Trieste delle direttive europee sugli incidenti rilevanti, sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale VIA, di Valutazione Ambientale Strategica VAS”. Lo chiede con un'interrogazione Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. “Ho chiesto anche se e con quali procedure il rigassificatore può essere inserito e finanziato dall'UE tra le infrastrutture energetiche prioritarie, nonostante le opposizioni succitate”.

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ALTRI TRENI DEI RIFIUTI ARRIVATI A TRIESTE: LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CONTINUANO A RIFIUTARSI DI DARE RISPOSTE AI CITTADINI

EMERGENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA, E VIOLAZIONE DELLO STATUS GIURIDICO DEL PORTO INTERNAZIONALE DI TRIESTE


Trieste, 20 marzo 2013 - E’ stata intensificata la campagna di trasporto dei rifiuti dalla Campania. Nuove ondate dei pericolosi rifiuti tossico nocivi vengono inviati con treni blocco a Trieste dove vengono rapidamente smaltiti nell’inceneritore cittadino. Il Comune di Trieste ha dichiarato tramite il Sindaco Cosolini e l’assessore all’ambiente Laureni che l’operazione andrà avanti senza alcuna interruzione.

I treni blocco vengono scaricati all’interno del Porto di Trieste utilizzando la linea ferroviaria interna con violazione dello status giuridico internazionale del Porto Libero di Trieste, che in base all’allegato VIII del Trattato di Pace si trova al di fuori della giurisdizione italiana. Lo stesso inceneritore comunale è stato incredibilmente inserito all’interno del Porto Internazionale di Trieste in aperta violazione del Trattato di Pace.

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NUOVE INCHIESTE DEL PARLAMENTO EUROPEO SUI RIGASSIFICATORI NEL GOLFO DI TRIESTE: COINVOLTE ITALIA, SLOVENIA E CROAZIA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PORTO DI TRIESTE IN OSSERVAZIONE SPECIALE DALL’UNIONE EUROPEA

Trieste, 15 marzo 2013 - Con comunicazione dell’8 marzo la Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo ha comunicato a Greenaction Transnational che a seguito della discussione del 22 gennaio avvenuta a Bruxelles sulle petizioni 0483/2007 e 1147/2008 relative ai progetti dei terminali di rigassificazione nel Golfo di Trieste e alla violazione della Direttiva Seveso, la Commissione ha allargato l’inchiesta coinvolgendo anche la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, e quella per la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.

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